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ANTEPRIMA MULTIMEDIALI

    Il segmento testuale indiani è stato riconosciuto sulle nostre fonti cartacee. Questo tipo di spoglio lessicografico, registrazione dell'uso storicamente determinatosi a prescindere dall'eventuale successivo commento di indirizzo normatore, esegue il riconoscimento di ciò che stimiamo come significativo, sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro, senza obbligatoriamente avvalersi di vocabolarii precedentemente costituiti.
    Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 189Analitici , di cui in selezione 3 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: CORPUS OGGETTO). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Analitici)


    da Enrica Pischel, Considerazioni sulla nuova fase della politica asiatica in KBD-Periodici: Nuovi Argomenti 1958 - 7 - 1 - numero 33

    Brano: [...]ti limiti ovviamente) alla deficienza del « fattore capitale » e del « fattore materie prime »: la capacità di lavoro delle masse. Sia i primi piani sovietici, sia i piani cinesi furono e sono attuati con la mobilitazione di" queste energie produttive delle masse e còn la larga sostituzione del « fattore lavoro » a molti altri fattori produttivi, 'che sono bensì eccedenti o disponibili nelle società 'capitaliste sviluppate ma che i pianificatori indiani (allievi in gran parte degli economisti progressivi britannici e seguaci di molte delle loro teorie) sperarono invano di veder intervenire nella società indiana. Certamente la sostituzione del «fattore lavoro » ad altri fattori produttivi é in contraddizione con la tesi finora sostenuta dal Congresso di poter pianificare ed edificare un'economia sviluppata senza sofferenze e rotture, soprattutto senza rivoluzione sociale.
    E' probabile che la sinistra del Congresso si sia resa conto da tempo che la pianificazione e l'industrializzazione implicherebbero un costo umano e, ad un tempo, una serie[...]

    [...]iali hanno rivelato un processo di sgretolamento assai più rapido e profondo di quanto ci si potesse aspettare uno o due anni fa. Il fatto più grave in questa situazione é che i benefici dell'indebolimento del Congresso sono andati più a vantaggio dei partiti della destra confessionale indù, messasi alla testa delle rivendicazioni separatistiche e conservatrici, che del partito comunista o di altri gruppi di sinistra.
    La battaglia dei comunisti indiani per presentarsi come una forza capace di costituire una reale ed efficiente alternativa al Congresso, oppure di divenire un alleato in funzione propulsiva per la politica di Nehru, é ancora quindi incerta, lunga e dura._; Essi hanno potuto registrare nelle ultime consultazioni elettorali, generali o parziali, una sensibile avanzata, che li ha fatti diventare il secondo partito del paese e li ha portati per la prima volta al potere nella regione di Andhara. Tuttavia va scartato il concetto semplicistico della propaganda di certi ambienti americani in base alla quale una sconfitta di Nehru e de[...]

    [...]plicherebbe ipso facto l'ascesa al potere dei comunisti: la probabilità assai più imminente e concreta è che la situazione' indiana scivoli a destra, e proprio per` evitare quest'ipotesi i comunisti stanno cercando di elaborare ex novo il loro programma e di inserirsi nel processo storico attuale dell'India come una forza che partecipi dall'interno alla dialettica democratica del paese.
    La trasformazione del peso e delle posizioni dei comunisti indiani é stata uno degli sviluppi più importanti e meno notati verificatisi da Bandung in poi. Tre anni fa la maggioranza degli osservatori occidentali riteneva che il partito comunista in India fosse un fattore completamente superato, eliminato dal gioco per il semplice fatto che Pechino e Mosca avevano dimostrato di essere disposte a riconoscere la funzione positiva di Nehru e ad appoggiare la sua politica senza porre condizioni di ordine interno. Indubbiamente la storia del partito comunista indiano é stata delle più agitate ed incerte e, nei primi anni susseguenti all'indipendenza, la lotta estr[...]

    [...]del socialismo, attraverso la conquista della maggioranza parlamentare alla periferia ed al centro. Contemporaneamente esso ha deciso di appoggiare con sempre maggiore energia le misure progressive, lo sforzo di industrializzazione ed i tentativi di aprire in senso socialista la società indiana, pur continuando a denunciare i casi di involuzione conservatrice del
    CONSIDERAZIONI SULLA NUOVA FASE DELLA POLITICA ASIATICA 45
    Congresso. I comunisti indiani da un lato offrono così a Nehru un appoggio dall'esterno alla sua politica, dall'altro si mantengono pronti a succedere eventualmente al Congresso: quali siano tuttavia le loro prospettive di giungere a dirigere un fronte di sinistra comprendente il Congresso e come essi prevedano di po ter trasformare in un'economia socialista la molteplice struttura di settori sociali a carattere diverso attualmente alla base della economia indiana è difficile dire.
    La vecchia prospettiva della « collaborazione con i movimenti nazionalisti borghesi per dirigere la loro lotta contro le forze feudali ed impe[...]

    [...]a comprendente il Congresso e come essi prevedano di po ter trasformare in un'economia socialista la molteplice struttura di settori sociali a carattere diverso attualmente alla base della economia indiana è difficile dire.
    La vecchia prospettiva della « collaborazione con i movimenti nazionalisti borghesi per dirigere la loro lotta contro le forze feudali ed imperialiste » non è necessariamente in contraddizione con le esigenze che i comunisti indiani si trovano ad affrontare: essa anzi sembra si possa considerare tuttora la radice delle loro posizioni. Tuttavia le tesi che furono usate in Cina nei confronti del Kuomintang nel 192527 (ed anche in quel caso è assai discutibile il successo ottenuto) sono ovviamente insufficienti oggi nei confronti del Congresso che ha ottenuto, proprio nella lotta per attuare la fase borghesedemocratica ed antimperialista della rivoluzione successi assai maggiori di qualsiasi altro movimento nazionalista. Sotto una certa prospettiva il problema della collaborazione con la sinistra del Congresso presenta quin[...]

    [...]o coloniale, l'eliminazione dei residui del colonialismo e del feudalesimo) il problema che devono fronteggiare i comunisti in I diani non può essere risolto puramente entro gli schemi elabo1 rati in Cina da Mao per una società « semicoloniale e semifeudale »: l'India oggi è un fenomeno assai più complesso, perch' in essa coesistono residui semicoloniali e semifeudali, con vast settori borghesi ed altri semisocialisti.
    Come potranno i comunisti indiani inserirsi nel gioco e portare gradualmente alla prevalenza il settore semisocialista ? A questo proposito bisogna tener presente che l'atteggiamento contro il « revisionismo » e contro tutti i tentativi di organizzare
    46 ENRICA PISCHEL
    società di tipo socialista su basi sostanzialmente diverse da quelle dell'URSS, assunto nell'ultimo anno dai partiti comunisti e primo fra tutti dal partito comunista cinese, non sembrano consentire ai comunisti indiani di nutrire eccessive illusioni — se mai ne ebbero — sul carattere socialista o semisocialista della politica di Nehru. Essi quindi per ora li[...]

    [...]inserirsi nel gioco e portare gradualmente alla prevalenza il settore semisocialista ? A questo proposito bisogna tener presente che l'atteggiamento contro il « revisionismo » e contro tutti i tentativi di organizzare
    46 ENRICA PISCHEL
    società di tipo socialista su basi sostanzialmente diverse da quelle dell'URSS, assunto nell'ultimo anno dai partiti comunisti e primo fra tutti dal partito comunista cinese, non sembrano consentire ai comunisti indiani di nutrire eccessive illusioni — se mai ne ebbero — sul carattere socialista o semisocialista della politica di Nehru. Essi quindi per ora limitano la positività della « linea Nehru » ed il loro appoggio ad essa con un giudizio derivato in generale dalle tesi della « Questione nazionale e coloniale » e della « Nuova democrazia » : essi giudicano cioè la linea di Nehru una politica « borghese » assai progressiva, obiettivamente utile e tale da essere portata fino in fondo, ma la considerano pur sempre come una fase, per quanto avanzata, di un più lungo processo rivoluzionario, il cui coronamen[...]

    [...]e legate agli interessi stranieri avevano preso il sopravvento costringendo i comunisti alla lotta armata contadina, in India il prevalere degli elementi borghesi ormai delineatosi, consente l'adozione di una tattica democratica, legalitaria ed elettorale come quella finora fatta propria soltanto dai partiti comunisti dei paesi borghesi democratici, quali ad esempio l'Italia o la Francia. Resta da vedere, se entro questa prospettiva, i comunisti indiani possano giocare sulla particolare situazione del loro paese per evitare di essere bloccati per lungo tempo su una posizione di minoranza costituzionale e legalitaria come nei due paesi europei.
    Al momento attuale essi sembrano voler inserirsi nelle contraddizioni esistenti tra Nehru ed i suoi avversari, in modo da sventare l'ipotesi di un reflusso a destra e di un rafforzamento delle forze semifeudali (che potrebbe creare una situazione affine a quella della Cina dopo il 1927) e da presentarsi al primo ministro come una forza indispensabile al successo delle sue tesi. Finora Nehru (che verso[...]

    [...]ria come nei due paesi europei.
    Al momento attuale essi sembrano voler inserirsi nelle contraddizioni esistenti tra Nehru ed i suoi avversari, in modo da sventare l'ipotesi di un reflusso a destra e di un rafforzamento delle forze semifeudali (che potrebbe creare una situazione affine a quella della Cina dopo il 1927) e da presentarsi al primo ministro come una forza indispensabile al successo delle sue tesi. Finora Nehru (che verso i comunisti indiani ha un atteggiamento più conciliante che in passato, lodandone l'evoluzione in senso democratico) non si é mai trovato nella necessità di contare sui
    CONSIDERAZIONI SULLA NUOVA FASE DELLA POLITICA ASIATICA 47
    comunisti come su un gruppo indispensabile per salvare la sua politica: egli ha sempre proceduto a concertare entro il Congresso soluzioni di compromesso da far adottare poi con criteri unanimistici dalle varie frazioni, sicché il vero gioco della politica indiana si è sempre concluso al di fuori delle sedi parlamentari e senza decisioni di stretta misura nelle quali l'appoggio comunist[...]

    [...]e varie frazioni, sicché il vero gioco della politica indiana si è sempre concluso al di fuori delle sedi parlamentari e senza decisioni di stretta misura nelle quali l'appoggio comunista potrebbe essere necessario a Nehru. Ma se l'attacco da destra continuerà il primo ministro potrebbe essere costretto a scegliere tra l'appoggio dei comunisti e la rinuncia al piano e al progresso.
    Ad ogni modo l'evoluzione dei rapporti tra Nehru ed i comunisti indiani presenta notevole interesse per i problemi generali, riguardanti sia le trasformazioni sociali nei paesi sottosviluppati, sia la politica dei partiti comunisti nei paesi non socialisti ma non ostili all'URSS. Da un lato l'esperimento indiano dimostrerà fino a che punto è possibile per un governo non comunista attuare una politica di trasformazione senza dover ricorrere a quelli co o io,. e c n i._,comunisti c1 carats erizzó l'Europa uscita dalla Resistenza e che poi fu accantonata n ll'E„~ u paa occidentale proprio çöñtemporaneamente alla politica di rinnovaeenfö áperta—dalla Resistenza stess[...]

    [...]di trasformazione senza dover ricorrere a quelli co o io,. e c n i._,comunisti c1 carats erizzó l'Europa uscita dalla Resistenza e che poi fu accantonata n ll'E„~ u paa occidentale proprio çöñtemporaneamente alla politica di rinnovaeenfö áperta—dalla Resistenza stessa.
    D'altro lato il caso dell'India è nuovo nei rapporti tra il movimento comunista considerato come fenomeno mondiale generale ed uno Stato nazionale particolare. Benché i comunisti indiani siano all'opposizione e comunque esclusi dall'elaborazione attiva della politica del paese, l'URSS ha collaborato dal 1955 in poi con Nehru rafforzandone la posizione e, quali che siano le obiettive conseguenze sociali dello sviluppo in India, l'aiuto sovietico non è mai stato criticato da alcuno come un contributo alle mire del partito comunista indiano, né mai sono risultate particolari « connivenze sovversive » tra l'URSS ed i comunisti indiani. Lo stesso sembra valere per la Cina e, se vi sono stati in India timori e diffidenze verso Pechino, essi si sono sempre concentrati più sull'eventualità di pressioni ed interferenze esterne dello Stato cinese su quello indiano, che su infiltrazioni dell'influenza cinese attraverso i comunisti indiani.
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    !tra lo Stato sovietico ed uno Stato estero siano sostanzialmente (e non solo formalmente) separati dai rapporti tra il partita comunista dell'URSS ed il partito comunista dello Stato stesso. È proi babile che a determinare questo fatto contribuiscano fino ad un certo punto elementi tattici e come tali non duraturi, tuttavia sembra esservi da parte sovietica una certa considerazione della particolarità dei rapporti con l'India quale principale potenza del mondo afroasiatico. Così pure è certo che l'attacco al neutralismo di Tito non vuole essere da parte sovietica (anche[...]

    [...]mperialismo dei paesi che furono soggetti a dominazione coloniale. Mentre Tito viene accusato quale transfuga dal blocco dei paesi ad organizzazione socialista, Nehru viene giudicato come un fenomeno « obiettivamente positivo » di incrinazione del mondo borghese, attraverso la lotta anticolonialista. Almeno questa è la situazione finché Nehru non vuole veramente presentare l'India come uno Stato socialista, per quanto « diverso ». Né i comunisti indiani né quelli sovietici o cinesi sembrano, tuttavia, aver mai dato molto peso alle tesi socialiste del Congresso e non ne daranno finché esse non saranno state attuate.
    ***
    Diverso è il processo che caratterizza lo sfaldamento della unità delle compagini nazionalisteborghesi in Indonesia ed in Birmania. La borghesia di questi paesi è stata ed è assai più debole di quella indiana, soprattutto ne è debole il settore capitalistico finanziario. Manca un capitale nazionale privato, mancano i ceti inferiori della borghesia mercantile o commerciale
    Quello dell'India è quindi il primo caso nel quale i[...]



    da Tibor Mende, Il triangolo della decisione [traduzione di Renato Pedio] in KBD-Periodici: Nuovi Argomenti 1959 - 11 - 1 - numero 41

    Brano: [...]no assai scarsamente interessati. Nel complesso queste realizzazioni non hanno destato le masse dall'apatia. In altri termini, tutto ciò che é stato compiuto a partire dal 1947 non é giunto a creare quel dinamismo o quel senso di partecipazione a un'avventura comune che, in un paese con i problemi dell'India, sembra preliminare a qualsiasi progresso reale.
    Quali sono i motivi ?
    Non molto tempo fa mi furono fatti visitare i due reattori atomici indiani, a nord di Bombay. Guardano su una splendida baia, e sono moderni quanto qualsiasi altro al mondo. I tecnici che vi lavorano sono giovani indiani dinamici e preparati, visibilmente orgogliosi dei loro impianti. Ma sulla via del ritorno, a solo un paio di chilometri di distanza, capitai in mezzo a un gruppo di intoccabili che oziavano di fronte alle loro miserabili baracche. Quando mi avvicinai loro con la macchina fotografica in mano, uno si prostrò di fronte al mio accompagnatore indiano. A quel che sembra lo prese per un funzionario comunale, e lo implorò di non fare scacciare il loro gruppo da quegli alloggi poco invidiabili.
    In un'altra occasione ho veduto all'opera i medici che dirigevano l'azione antimalarica a Uttar Pradesh. Mi[...]

    [...] un problema ancor maggiore restava irrisolto. Inoltre, nella maggior parte di simili situazioni solo la soluzione del problema maggiore avrebbe consentito di trarre vantaggio dell'aver risolto il prima, il minore.
    In realtà, più rifletto alle mie impressioni sull'India di oggi, più sento che a rimanere irrisolti sono i problemi base. Sono convinto ogni giorno di più che proprio perché si é trascurato di affrontare questi problemi di base tanti indiani sentono che le incontestabili realizzazioni degli ultimi dodici anni ben poco hanno fatto per mutare la loro condizione.
    Senza dubbio l'India può esibire risultati impressionanti. Malgrado le previsioni pessimistiche del 1947, il paese « ha funzionato ».
    46 TIBOR MENDE
    Il primo piano quinquennale si é concluso con successo. Anche se la base agricola si é mossa solo con molta lentezza nella direzione del progresso industriale, il reddito individuale ha subito un modesto incremento. Le dighe e le fabbriche moderne sono state costruite senza epurazioni, senza lavaggi del cervello e senza pass[...]

    [...]ividuale ha subito un modesto incremento. Le dighe e le fabbriche moderne sono state costruite senza epurazioni, senza lavaggi del cervello e senza passione xenofoba. Il prestigio personale del Pandit Nehru, accresciuto dalle circostanze della guerra fredda, ha consentito all'India di giocare un ruolo internazionale sproporzionato alla sua forza reale. Il meccanismo democratico é stato trapiantato in un ambiente sociologico ostile e i parlamenti indiani hanno funzionato come fedeli repliche di quelli occidentali.
    Gradualmente l'Occidente ha accettato l'idea che l'India è l'ultima carta che gli resta in Asia. Il suo esperimento di pianificazione attraverso la persuasione é giunto a farsi considerare come l'alternativa — per tutti i paesi sottosviluppati — alla pianificazione cinese, svolta attraverso la forza. Sebbene il progresso materiale in India sia stato manifestamente più lento, la soluzione indiana appare ancora preferibile al metodo cinese, in termini di libertà e per il suo crescere organico, costruito sul consenso. E a coloro che a[...]

    [...]sottosviluppati — alla pianificazione cinese, svolta attraverso la forza. Sebbene il progresso materiale in India sia stato manifestamente più lento, la soluzione indiana appare ancora preferibile al metodo cinese, in termini di libertà e per il suo crescere organico, costruito sul consenso. E a coloro che avvertivano che il tasso di sviluppo indiano era pericolosamente superato da quello cinese, si poteva convenientemente rispondere che per gli indiani il corpo é meno importante dell'anima.
    Attraverso questo processo si é composto il quadro di ciò che potremo definire « l'India ufficiale ». Eppure questo quadro ufficiale, alquanto lusingatore, ha eclissato il quadro di quell'altra e meno nota India, con i suoi vergini problemi di base.
    Questi problemi di base son tutti connessi ad uno dei seguenti tre fattori fondamentali. Il primo é l'utilizzazione produttiva della sovrabbondante manodopera indiana. Il secondo é un metodo che possa condurre alla creazione, la più rapida e la più a buon mercato possibile, di industrie adatte alle necessit[...]

    [...] a questo tipo
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    IL TRIANGOLO DELLA DECISIONE

    di ventilazione, il deputato che aveva sollecitato l'informazione con interpellanza al ministro, immediatamente passe) all'attacco. Perché si tollerava ancora il sistema dei punkah — domandò furibonda — che era evidentemente un « relitto dell'imperialismo»?
    A parte l'aspetto umoristico della cosa, trovai tristemente sintomatico questo episodio parlamentare. Che l'energia muscolare di 724 indiani andasse perduta in un'attività tanto sterile mentre nel paese restavano tante cose urgenti da fare, non fu osservato durante il dibattito.
    Secondo stime degne di affidamento oltre un terzo dell'immensa popolazione agricola dell'India é sottoccupata o del tutto priva di lavoro. Due piani quinquennali non hanno portato la minima differenza per quanto riguarda la disoccupazione di massa in tutto il paese. Al contrario: grazie alla lotta vittoriosa contro le epidemie, si ritiene che la popolazione indiana cresca, anziché di cinque, di sette milioni all'anno. L'India non ha assolutamente il mezzo[...]

    [...]n maggior numero di operai, e lascerebbero libere le industrie moderne e costose di dedicare la maggior parte della produzione al compito di mantenere l'indice di industrializzazione affidandosi sempre meno ad attrezzature importate. E qui ancora l'esempio cinese offre utili ammaestramenti.
    Ma é l'aver trascurato di affrontare il problema dell'agricoltura che minaccia più immediatamente il progresso ulteriore dell'India.
    Lo stato dei contadini indiani é stato descritto più volte. Decenni di malnutrizione, di sfruttamento, di debiti, uniti all'impoverimento di un suolo assetato d'acqua e di concimi chimici, hanno reso la produzione agricola indiana pietosamente bassa perfino in confronto dei risultati dei suoi vicini asiatici. Di fatto, occorre un lavoro undici volte superiore per produrre una tonnellata di frumento in India che in Gran Bretagna. Eppure, nel 1956, una missione della Banca Mondiale stimò che la produzione agricola indiana potrebbe crescere da tre a cinque volte. Ma per raggiungere questo sviluppo il contadino indiano dovrebb[...]

    [...]a portata », questa é l'allarmante conclusione.
    Un uomo politico indiano di opposizione mi ha riassunto così il problema: « I nostri parlamenti sono pieni di proprietari fondiari e di usurai, o di gente che rappresenta i loro interessi. Come ci si pub attendere che essi promulghino l'abolizione dei propri stessi privilegi? ». Forse questa é una generalizzazione ingiusta. Ma é sintomatica della delusione che, in numero rapidamente crescente, gli Indiani interessati ai fatti pubblici nutrono rispetto al proprio regime parlamentare. La frustrazione e l'apatia sono il loro verdetto rispetto a un sistema che ha evitato di affrontare i problemi fondamentali del paese e che, dopo sette anni di modernizzazione pianificata, sembra conduca l'India verso la carestia generale.
    La democrazia parlamentare é sopravvissuta nell'Asia sudorientale finché un partito dominante ha potuto continuare a svolgere il ruolo dell'autorità imperiale, sottratta ad ogni rivendicazione. Tale partito possedeva un prestigio derivantegli, di norma, dalla liberazione naziona[...]

    [...]prezzi delle materie prime, e subentravano i dittatori. Questo é accaduto nei paesi dell'Asia sudorientale, uno dopo l'altro, negli ultimi due anni. Il Pakistan e la Birmania, i due vicini dell'India, non hanno fatto eccezione. L'India resta l'ultimo paese in quest'ambito geografico che possieda ancora un regime parlamentare funzionante.
    Ma il monopolio del potere da parte dei Parlamentaristi é sfidato oggi sempre di piú. Già in uno degli stati indiani il potere
    50 TIBOR MENDE
    é sfuggito loro dalle mani. Il principale architetto della democrazia indiana invecchia, e il problema della successione domina la scena politica. In queste circostanze qualsiasi scossa inattesa può far precipitare, anche in India, la tendenza a forme autoritarie di go verno. Senza dubbio una carestia grave costituirebbe una simile scossa: e se poi coincidesse con la scomparsa di Nehru dalla scena politica, potrebbe sorgere il problema : davanti a quale alternativa di regime politico si troverebbe l'India nel prossimo futuro?
    Per ora non é in vista nessun militare [...]

    [...]nte, una volta ancora, ne beneficerebbero i comunisti.
    Sia nell'ambito parlamentare sia attraverso un lavoro di penetrazione sotterranea, i comunisti in questa situazione potrebbero riuscire a mobilitare tanto il latente risentimento antioccidentale, quanto l'opposizione a prendere partito nella guerra fredda, quanta lo scontento per gli eccessi del sistema della libera iniziativa in una società largamente inegualitaria. In tal modo i comunisti indiani potrebbero trovarsi un giorno alla testa di un'ampia coali
    IL TRIANGOLO DELLA DECISIONE 51
    zione di scontenti, godendo inoltre di tutte le possibilità ulteriormente offerte dalle caste, e dalle rivalità linguistiche e regionali.
    Ovviamente tutto ciò é pura supposizione. Con certezza si può solfanto affermare che un certo numero di fattori misurabili — primo fra tutti l'incremento demografico — porrà fra breve l'India di fronte a decisioni gravi; e che le omissioni di questi ultimi dieci anni rendono improbabile che la democrazia parlamentare, nella sua forma attuale, possa sopravvivervi.
    [...]

    [...]to rapporto decisivo tra i due mondi ? In ogni albergo in cui ho soggiornato in India ho incontrato tecnici russi dalle spalle quadre, che costruiscono cose di ogni genere in ogni angolo del paese. Perfino nelle città più insignificanti esistono librerie che squadernano una quantità di riviste e di opuscoli splendidamente illustrati, pieni di descrizioni infuocate delle più recenti conquiste dei paesi comunisti. Annunci pubblicitari nei giornali indiani offrono voli a Parigi e Londra via Tachkent, osservando che oggi é quella la via più breve. E, parlando dei problemi economici delle aree depresse, il più influente economista indiano mi ha assicurato che il mondo comunista era più genuinamente interessato dell'Occidente ad aiutarli, se non altro per indebolire l'influenza occidentale in quelle regioni.
    È difficile aprire un giornale in Giappone senza trovare articoli dettagliati sulle ultime realizzazioni cinesi. Ogni giorno par
    52 TIBOR MENDE
    tono delegazioni per Mosca e Pechino. Ho incontrato infermiere che avevano visitato gli ospedali[...]



    da Tibor Mende, L'Asia Sud-Orientale tra due mondi in KBD-Periodici: Nuovi Argomenti 1954 - 5 - 1 - numero 8

    Brano: [...] e riunirebbe al mondo occidentale 360 milioni di esseri umani. Egli non faceva cenno delle condizioni pregiudiziali che permetterebbero di usare con profitto questa somma. Ma, per il momento, l'Occidente non ha ancora offerto questo danaro. Ci si propone al contrario di accordare all'avversario principale dell'India, il Pakistan, un aiuto militare che ammonterebbes all'incirca alla stessa somma. Di fronte al loro vicino armato dall'America, gli indiani saranno probabilmente obbligati a limitare il loro piano economico per fare acquisto di aerei da bombardamento. I già modesti progetti di sviluppo saranno ulteriormente ridotti per dare avvio a un programma di armamento. Eppure, questa cifra di mezzo miliardo di dollari menzionata dall'eminente economista non rappresenta che uno 0,5 % di quel che il mondo occidentale ogni anno spende per i propri armamenti. È dunque in questo modo, a quanto sombra, che noi contribuiamo in Occidente agli sforzi compiuti dall'India per rivaleggiare con l'esperienza cinese, sforzi fondati su sistemi che almeno i[...]


    Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine indiani, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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